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mercoledì 24 agosto 2011

Penultimo giorno

Mi sono tenuta la giornata di shopping per la fine. Ma purtroppo non sono proprio capace.
Arrivare da un viaggio allo stato brado e trovami in un centro commerciale è stato troppo. Ho fatto un primo tentativo allo Ya show clothing market, 5 piani di abiti, borse e attrezzature sportive, assolutamente fake, pieni di turisti in cerca della grande occasione. I prezzi esposti per le cose cinesi erano circa 10 volte i prezzi che avevo visto negli hutong (dove comunque si tratta). Il che significava fare delle trattative estenuanti. L'unica cosa per cui avrei recuperato la forza di trattare era uno zaino per la macchina fotografica, ma non l'ho trovato.
Allora mi sono spostata nella zona di fianco, al Sanlitun Village, famoso per lo shopping di abbigliamento sportivo e di elettronica. Una specie di outlet di negozi monomarca, immagino anche loro falsi (Nike, Northface, Swatch, Apple, Canon etc). Non ho retto.
Sporca e vestita zatteroni e canottiera, abituata a sedermi per terra per mangiare, non sono riuscita a cambiare la mia impostazione mentale a sufficienza da comprare dei gran falsi occidentali, mi disturbava. Contemporaneamente però ci sono rimasta male da sola. E mi toccherà cambiare i soldi a ritroso, perchè mi ero tenuta i contanti per questa giornata!

Valeva il viaggio: l'anatra alla pechinese a pranzo con Sofia. Buona! Viene fatta caramellare e poi cotta appesa in un forno a legna. Te la portano al tavolo intera, la tagliano e te la servono con una serie di intingoli e verdurine. Si mangia facendo dei piccoli involtini con delle sfogliatine cotte a vapore. Buona!

martedì 23 agosto 2011

Incontri


Ultimi giorni faticosi. Ho cercato di andare al Palazzo d'Estate, che doveva essere uno dei posti più belli da visitare, ma la giornata è partita male. Mi sono svegliata tardi (dovevo recuperare la sfacchinata della Grande Muraglia) e ho scelto di andarci in metro + barca anzichè in bici per fare prima, considerato che era a 15 km dall'ostello.
Ho faticato a trovare la barca e per prenderla ho dovuto pagare l'ingresso allo zoo, che è una delle cose più contro i miei principi al mondo. Ho attraversato lo zoo di corsa cercando di non vedere neppure un animale e in effetti sono in gabbie talmente piccole e buie che ci sono riuscita. La barca partiva dopo 45 min e richiedeva un cambio barca, per cui tra una cosa e l'altra sono arrivata al Palazzo che erano le 14.
In questi giri ho conosciuto Carine, una ragazza svizzera che girava da sola, per cui abbiamo passato la giornata insieme. Carine stava andando in Tibet con un'amica, quando le hanno rubato soldi, carta di credito, passaporto e macchina fotografica, per cui la sua amica è andata in Tibet da sola e lei è tornata a Pechino per rifare il visto e tornare a casa. Non era felicissima, ma comunque sorrideva, povera. Ci siamo dette che per quanto girando il mondo ci stupiamo quando accadono queste cose, in realtà può succedere a chiunque. In viaggio ci si rilassa e ci si fida, fa parte del divertimento, ma questo apre il fianco ai furbi. Che peccato.
Dal Palazzo d'Estate siamo fuggite in fretta perchè non sopportavamo la ressa, io in particolare. Lasciata Carine, sono andata a vedere lo Stadio Olimpico che invece mi ha dato soddisfazione, ma è piccolo! L'area circostante è invece inutilmente immensa e vuota.
La soddisfazione vera della giornata è stata la cena con Sofia, una quasi cugina, quasi nipote, che sta a Pechino per 6 mesi per preparare una conferenza e parla molto bene il cinese. Siamo uscite 2 cene e un pranzo, mi ha davvero coccolata. La prima sera mi ha portata in un ristorantino molto carino in un hutong, questa sera a mangiare il maiale in agrodolce in quella che lei ha definito una "bettola sotto casa sua" e che io ho trovato fantastica. Mi ha davvero risollevato il morale.

Valeva il viaggio: il giro serale degli hutong in bici con Sofia

lunedì 22 agosto 2011

Grande Muraglia!


Incredibile, ci sono andata davvero, che emozione! E che fatica... Sali... Scendi... Sali... Scendi... è lunghissima, con una quantità infinita di gradini tanto ripidi da dover usare anche le mani.
Io sono andata a vedere il tratto di Jinshaling, che mi consentiva di camminare un bel pò e di evitare le zone più turistiche. Otima scelta.

Valeva il viaggio: la Grande Muraglia

domenica 21 agosto 2011

Pechino Moderna

Oggi tutta modernità. Sono andata velocemente a vedere alcuni palazzi nuovi, tipo il CCTV building, il WTC, il Tetro Nuovo e il Museo della Capitale. Un'altra città.
A Pechino, come a Londra e Berlino, sono arrivati grandi architetti di fama mondiale, tipo Foster (Piano non è ancora arrivato?), facendo nascere quartieri di incredibili grattacieli. Io li trovo bellissimi, ma purtroppo stanno rendendo le città tutte uguali. Quando ci sei in mezzo potresti essere ovunque, è lo stesso. Tolgono personalità alle città.
Poi gita di tutta la giornata al 798 Art District.
Si tratta di una ex area industriale un pò fuori città che è stata invasa dagli artisti pechinesi, facendo nascere un polo di arte e design di tutto rispetto. Essendo enorme ce ne è per tutti i gusti: pittura, installazioni, scultura, arredamento e gadget di ogni tipo. Tra l'altro frequentata da giovani e non da comitive turistiche.

Valeva il viaggio: Il mercatino notturno vicino all'albergo. Una fila di bancarelle che vendevano spiedini: di stelle marine, scorpioni, serpenti, cuore di pollo fritto, bacherozzi, polpi e crostacei vari. (vedi foto del pappamartuz). L'odore mi dava nausea, ho retto il minimo necessario per visitarlo e sono fuggita

sabato 20 agosto 2011

Architettura del suono


Seconda giornata in bicicletta. Oggi mi sono allontanata dal centro per evitare la ressa del weekend.
Mercatino dell'antiquariato di Panjiayuan prima e tempio del cielo poi. Il mercato è enorme, ricchissimo e interessantissimo. Probabilmente di veramente antico c'è poco, ma è molto cinese e affascinante. Mobili, libri, cocci, statue, stampe, gioielli, pietre, sete, abiti, borse, di tutto di più.
Il tempio è un posto unico e non solo perchè è un tempio.
Primo perchè è un aggregato di simboli dell'occulto che fa impressione, dalla continua ripetizione del numero 9 (compare migliaia di volte in varie forme), alla presenza di simboli dell'occulto ovunque, perfino nella forma del tronco degli alberi secolari, all'alternanza di cerchi e quadrati in perfetta simmetria.
Secondo perchè i diversi edifici sono stati costruiti con un'acustica particolare, per cui se sussurri contro un muro circolare di 60m di diametro, dalla parte opposta ti sentono perfettamente. Ci sono 3 pietre affincate: se batti le mani sulla prima torna indietro l'eco una volta, se batti le mani sulla seconda l'eco torna 2 volte e sulla terza 3. Se sali al centro del tempio del cielo e parli, senti la tua voce come da un megafono, come fosse l'eco di se stessa e vieni sentito a 360 gradi allo stesso modo (dava una parvenza divina alla voce dell'imperatore).
Terzo motivo di eccezionalità di questo posto è la frequentazione del parco. La mattina i pechinesi vanno lì a fare gli esercizi di thai chi e il pomeriggio si riuniscono a centinaia a giocare a carte o a ballare il liscio o a cantare. Chi vuole si aggrega e canta in coro con gli altri, in cerchio, uomini a destra donne a sinistra, una fisarmonica e uno che si presta a dirigere.
Voltato l'angolo c'era una signora che suonava la fisarmonica sotto una tettoia che dava un'ottima acustica, con la fila di uomini con una borsa a tracolla contente gli spartiti che aspettavano il loro turno per cantare, poi si confrontavano e si correggevano a vicenda.

Valeva il viaggio: mi sono fermata ad ascoltare uno dei cori nel parco. Cantavano vecchietti in carrozzella, signore che intanto lavoravano all'uncinetto e giovani di ogni tipo. E cantano benissimo! Sono rimasta a sentirli una mezzora, era un vero concerto. Ma sono solo io che mi commuovo quando sento cantare i cori o è normale? Mi sono messa gli occhiali da sole perchè avevo la lacrima che scendeva. Loro invece si divertivano e cantavano sorridendo beati. Li ho registrati con il telefono.

venerdì 19 agosto 2011

Pechino in bicicletta

Giornata in giro per parchi, hutong e Templi in bicicletta. Ho iniziato il processo di integrazione!

Valeva il viaggio: Un vecchietto tedesco che viaggia da solo, praticamente zoppo e con diversi handicap fisici, ma girava instancabile e lentissimo per i templi, con la stampella e con un sorriso da un orecchio all'altro. Vederlo sedersi felice in mezzo a una scolaresca per vedere uno spettacolino di danza al collegio di Confucio mi ha aperto il cuore.

giovedì 18 agosto 2011

Marketing New Age

Mi sono riappacificata con la Cina, Pechino mi sembra bellissima! Premesso che non mi sono ancora allontanata dal centro, qui è tutto ampi spazi, viali alberati e tanto cielo, alternati a vicoletti piccoli piccoli tipo centro di Genova.
Mi sono concessa il lusso di una camera privata con bagno, approfittando con gioia del fatto che in ostello non ci fosse posto in camerata. È la prima vera camera d'albergo da quando ho lasciato Tomsk il 2 agosto.
Giornata iniziata tardi e trascorsa interamente alla Citta' Proibita, che e' esattamente come nel film di Bertolucci. Un mondo a parte, in cui chi stava dentro sapeva poco di quello che succedeva fuori e chi stava fuori non sapeva nulla di quello che succedeva dentro. Gli imperatori erano dei geni del marketing new age, mi sono segnata i nomi di alcune sale perche' li ho trovati geniali. Li riporto come promemoria: Sala dell'Armonia Perfetta, Sala dell'Armonia Suprema, Sala dell'Armonia protetta, Sala della consolazione (quella della prima notte di nozze dell'imperatrice), Sala dell'accumulo dell'eccellenza (per l'imperatrice e le concubine!), Palazzo del risveglio della Fortuna, Sala dell'armonia dell'Universo, Veranda della neve screziata di porpora, Sala dell'eterna primavera, Sala della felicità intensa etc etc...
Al rientro mi sono trovata dalla parte sbagliata di piazza TianAnMen rispetto all'albergo e sono rimasta bloccata dalla massa di gente che aspettava l'ammaina bandiera. A un certo punto i soldati si sono schierati per trattenere la folla e due camionette della polizia sono venute verso di noi intimando qualcosa con il megafono. Confesso che pensando ai trascorsi della piazza mi ha fatto un brutto effetto.
Serata terminata bevendo birra e tea con 3 ragazze cinesi conosciute in piazza. Mi hanno tempestata di domande del tipo quanti uomini ho avuto, che reggiseno porto e se prendo il sole in topless e hanno voluto controllare se avevo il segno del costume! Le loro famiglie le obbligherebbero (in teoria) ad aspettare il matrimonio, ma hanno appena finito l'università e hanno davanti 7 anni di master, per cui l'attesa sembra loro troppo lunga...

Valeva il viaggio: andare con le ragazze in un locale cinese che altrimenti non avrei mai visto. È il loro concetto di bar o sala da te. Da fuori si vede un corridoio con tante porte, senza insegna. Ogni porta è una saletta con una tavola apparecchiata per il tea, con tanti barattoli diversi da cui scegliere. A parte che ero a disagio quando hanno chiuso la porta, l'ho trovato carino.

martedì 16 agosto 2011

Aiuto!

Sono entrata in Cina, a Manzouli (o Manciuria per i russi )
Che trauma! Che trauma! Che trauma!
Già a Zabaikalsk, la cittadina russa di confine, era tutto cambiato. La gente è diversa, le modalità di acquisto dei biglietti, i cartelli alla stazione degli autobus. Era tutto in russo, ma non capivo nulla. Dalla stazione di Zabaikalsk ho preso subito un bus per Manzouli e mi sono addormentata. Tempo 1km il bus si è fermato e io sono tranquillamente rimasta a bordo, per poi scoprire che bisognava scendere con il proprio bagaglio e comprare il biglietto per uno dei bus della giornata, non necessariamente quello su cui ero salita.
Facile, sono 2 mesi che compro biglietti, che problema potevo mai avere?
Mi sono messa in coda alla cassa, chiusa perchè erano le 6:30 e apriva alle 8:00, con davanti 5 o 6 persone. All'apertura della cassa era il delirio, gente che spintonava, cinesi che scatarravano e ciccione russe che arrivavano dal fondo della fila e come degli arieti si tuffavano a testa bassa nella mischia pestando e sgomitando fino ad arrivare allo sportello.  Altre ciccione cercavano di spingerle indietro insultandole e tirandole per i vestiti. Io avevo un piccoletto ciccione che mi ha intrappolata spingendo con il suo pancione contro la mia schiena e aggrappandosi con le mani alla mensola davanti a me, abbracciandomi da dietro, e una cicciona che ogni volta che timidamente allungavo la mano con il passaporto verso lo sportello, me la afferrava e me la lanciava indietro. Ho capito che i turisti russi, conoscendo il delirio, si affidano alle agenzie, rappresentate dalle ciccione, che quindi comprano biglietti a 20 per volta e pretendono di avere la precedenza. Probabilmente hanno garantito ai clienti un posto sui primi bus, pur non avendone certezza.
Mi passavano davanti tutti, ero demoralizzata e molto innervosita, finchè ho realizzato che anche se non sono cicciona di certo non sono piccola, quindi con i nervi a fior di pelle e le unghie piantate nel braccio di quella che voleva scostare la mia mano, ho dato una culata indietro per allontanare il piccoletto ciccione e mi sono messa ad ariete anch'io. Ce l'ho fatta: mentre alle ciccione ormai venivano dati i biglietti per domani, io ho conquistato un biglietto per le 10 del mattino. Complice la cassiera, va detto, perchè non poteva credere che fossi arrivata dall'Italia in mezzo a quel casino e mi ha fatta passare davanti.
A quel punto tutti sapevano che ero sola e italiana e che non parlo né russo né cinese, per cui da quel momento sono stata adottata e guidata per tutto il percorso. Dal piccoletto ciccione in particolare, che non mi ha mai rivolto la parola, ma mi tirava per un braccio per farmi salire e scendere dal bus, per difendermi dai cinesi all'assalto dei turisti e per farmi saltare la fila alla dogana.
Ignara del fatto che il peggio doveva ancora venire, ho attraversato felice le due frontiere (tutto il giochino è durato 5 ore di code e controlli).
Arrivata a Manzouli, che se non fosse per le frontiere sarebbe quasi raggiungibile a piedi dalla stazione di Zabaikalsk, mi sono trovata su Marte. I miei aiuti si sono dileguati in un batter d'occhio e io non ci capivo nulla.
Non ci capisco nulla. Mi sono resa conto di quanto sono impreparata. Per la Russia avevo studiato, ma per la Cina no. Con l'aiuto del dizionario e di una signora gentile sono arrivata alla stazione, dove i cartelli sono in inglese, ma nessuno parla inglese. Quel che è peggio è che non ho trovato nessuno che legga il pinyin, per cui i miei foglietti sono perfettamente inutili. Comunque a gesti e fregandomene della lunga fila di gente che mi urlava dietro perchè facevo perdere tempo, ho capito che sui treni per Pechino non c'è posto, quindi devo andare prima a Haerbin e poi da lì cercare un posto per Pechino.
Sono riuscita a individuare i pittogrammi di Haerbin sul tabellone e a scegliere un treno, ma c'erano solo posti in piedi e il viaggio dura 11 ore. Quindi ho dovuto prendere il biglietto per un altro treno dove erano rimasti solo posti a sedere, niente cuccette, e che ci mette 17 ore. Bella nottata!
Alla stazione non hanno deposito bagagli, per cui nell'attesa del treno ho girato per il paese con i miei 12kg sulle spalle.
Qui le carte di credito sono un oggetto sconosciuto e anche i bancomat. Non trovo i nomi delle vie e anche se li trovassi non li saprei leggere, per cui non ho trovato un cambio e non avevo yen per mangiare.
Uno studente mi ha accompagnata alla Bank of China, dove però non cambiano gli euro!  Le commesse facevano come in Russia, dicendo a gesti in malomodo qualcosa come "niet! vada via!"
Dopo lungo girovagare con le spalle a pezzi, mi sono arresa ad accettare il cambio capestro di un albergo, altrimenti non potevo mangiare.
Per fortuna nei bar e nei negozi parlano russo, per cui per mangiare mi sono arrangiata con quello...
Morivo di sonno, non so se per l'ansia, il disagio o la sveglia alle 5, quindi alle 15 sono andata a dormire nella sala d'attesa della stazione, anche se il treno era alle 20, rinunciando a visitare Manzouli.  Mi sono svegliata 2 ore dopo con la testa che funzionava meglio, per cui sono tornata a controllare i tabelloni dei treni per cercare un'alternativa.
Mentre aspettavo il mio turno pensando a come fare a chiedere un cambio di biglietto, ho sentito una studentessa che diceva cose per me incomprensibili, ma ho captato la parola Haerbin. Vendeva un posto cuccetta sul treno che volevo io! L'ho preso e lei stessa è andata alla cassa e mi ha fatto rimborsare l'altro biglietto.

Valeva il viaggio: a Minzouly, due backpackers cinesi con cui avevo chiacchierato nel pomeriggio, mentre andavano al loro binario mi hanno vista all'ultimo minuto dall'altra parte della sala d'attesa e scavalcando con la voce le 300 persone che ci separavano mi hanno urlato sbracciandosi "Hei Beijing! Good luck!" con gran sorpresa di tutti i presenti, me compresa che mi sono sbracciata a mia volta, tra le risate generali. NB: ero l'unica occidentale in una sala da 300 persone.