Sono entrata in Cina, a Manzouli (o Manciuria per i russi )
Che trauma! Che trauma! Che trauma!
Già a Zabaikalsk, la cittadina russa di confine, era tutto cambiato. La gente è diversa, le modalità di acquisto dei biglietti, i cartelli alla stazione degli autobus. Era tutto in russo, ma non capivo nulla. Dalla stazione di Zabaikalsk ho preso subito un bus per Manzouli e mi sono addormentata. Tempo 1km il bus si è fermato e io sono tranquillamente rimasta a bordo, per poi scoprire che bisognava scendere con il proprio bagaglio e comprare il biglietto per uno dei bus della giornata, non necessariamente quello su cui ero salita.
Facile, sono 2 mesi che compro biglietti, che problema potevo mai avere?
Mi sono messa in coda alla cassa, chiusa perchè erano le 6:30 e apriva alle 8:00, con davanti 5 o 6 persone. All'apertura della cassa era il delirio, gente che spintonava, cinesi che scatarravano e ciccione russe che arrivavano dal fondo della fila e come degli arieti si tuffavano a testa bassa nella mischia pestando e sgomitando fino ad arrivare allo sportello. Altre ciccione cercavano di spingerle indietro insultandole e tirandole per i vestiti. Io avevo un piccoletto ciccione che mi ha intrappolata spingendo con il suo pancione contro la mia schiena e aggrappandosi con le mani alla mensola davanti a me, abbracciandomi da dietro, e una cicciona che ogni volta che timidamente allungavo la mano con il passaporto verso lo sportello, me la afferrava e me la lanciava indietro. Ho capito che i turisti russi, conoscendo il delirio, si affidano alle agenzie, rappresentate dalle ciccione, che quindi comprano biglietti a 20 per volta e pretendono di avere la precedenza. Probabilmente hanno garantito ai clienti un posto sui primi bus, pur non avendone certezza.
Mi passavano davanti tutti, ero demoralizzata e molto innervosita, finchè ho realizzato che anche se non sono cicciona di certo non sono piccola, quindi con i nervi a fior di pelle e le unghie piantate nel braccio di quella che voleva scostare la mia mano, ho dato una culata indietro per allontanare il piccoletto ciccione e mi sono messa ad ariete anch'io. Ce l'ho fatta: mentre alle ciccione ormai venivano dati i biglietti per domani, io ho conquistato un biglietto per le 10 del mattino. Complice la cassiera, va detto, perchè non poteva credere che fossi arrivata dall'Italia in mezzo a quel casino e mi ha fatta passare davanti.
A quel punto tutti sapevano che ero sola e italiana e che non parlo né russo né cinese, per cui da quel momento sono stata adottata e guidata per tutto il percorso. Dal piccoletto ciccione in particolare, che non mi ha mai rivolto la parola, ma mi tirava per un braccio per farmi salire e scendere dal bus, per difendermi dai cinesi all'assalto dei turisti e per farmi saltare la fila alla dogana.
Ignara del fatto che il peggio doveva ancora venire, ho attraversato felice le due frontiere (tutto il giochino è durato 5 ore di code e controlli).
Arrivata a Manzouli, che se non fosse per le frontiere sarebbe quasi raggiungibile a piedi dalla stazione di Zabaikalsk, mi sono trovata su Marte. I miei aiuti si sono dileguati in un batter d'occhio e io non ci capivo nulla.
Non ci capisco nulla. Mi sono resa conto di quanto sono impreparata. Per la Russia avevo studiato, ma per la Cina no. Con l'aiuto del dizionario e di una signora gentile sono arrivata alla stazione, dove i cartelli sono in inglese, ma nessuno parla inglese. Quel che è peggio è che non ho trovato nessuno che legga il pinyin, per cui i miei foglietti sono perfettamente inutili. Comunque a gesti e fregandomene della lunga fila di gente che mi urlava dietro perchè facevo perdere tempo, ho capito che sui treni per Pechino non c'è posto, quindi devo andare prima a Haerbin e poi da lì cercare un posto per Pechino.
Sono riuscita a individuare i pittogrammi di Haerbin sul tabellone e a scegliere un treno, ma c'erano solo posti in piedi e il viaggio dura 11 ore. Quindi ho dovuto prendere il biglietto per un altro treno dove erano rimasti solo posti a sedere, niente cuccette, e che ci mette 17 ore. Bella nottata!
Alla stazione non hanno deposito bagagli, per cui nell'attesa del treno ho girato per il paese con i miei 12kg sulle spalle.
Qui le carte di credito sono un oggetto sconosciuto e anche i bancomat. Non trovo i nomi delle vie e anche se li trovassi non li saprei leggere, per cui non ho trovato un cambio e non avevo yen per mangiare.
Uno studente mi ha accompagnata alla Bank of China, dove però non cambiano gli euro! Le commesse facevano come in Russia, dicendo a gesti in malomodo qualcosa come "niet! vada via!"
Dopo lungo girovagare con le spalle a pezzi, mi sono arresa ad accettare il cambio capestro di un albergo, altrimenti non potevo mangiare.
Per fortuna nei bar e nei negozi parlano russo, per cui per mangiare mi sono arrangiata con quello...
Morivo di sonno, non so se per l'ansia, il disagio o la sveglia alle 5, quindi alle 15 sono andata a dormire nella sala d'attesa della stazione, anche se il treno era alle 20, rinunciando a visitare Manzouli. Mi sono svegliata 2 ore dopo con la testa che funzionava meglio, per cui sono tornata a controllare i tabelloni dei treni per cercare un'alternativa.
Mentre aspettavo il mio turno pensando a come fare a chiedere un cambio di biglietto, ho sentito una studentessa che diceva cose per me incomprensibili, ma ho captato la parola Haerbin. Vendeva un posto cuccetta sul treno che volevo io! L'ho preso e lei stessa è andata alla cassa e mi ha fatto rimborsare l'altro biglietto.
Valeva il viaggio: a Minzouly, due backpackers cinesi con cui avevo chiacchierato nel pomeriggio, mentre andavano al loro binario mi hanno vista all'ultimo minuto dall'altra parte della sala d'attesa e scavalcando con la voce le 300 persone che ci separavano mi hanno urlato sbracciandosi "Hei Beijing! Good luck!" con gran sorpresa di tutti i presenti, me compresa che mi sono sbracciata a mia volta, tra le risate generali. NB: ero l'unica occidentale in una sala da 300 persone.
Che trauma! Che trauma! Che trauma!
Già a Zabaikalsk, la cittadina russa di confine, era tutto cambiato. La gente è diversa, le modalità di acquisto dei biglietti, i cartelli alla stazione degli autobus. Era tutto in russo, ma non capivo nulla. Dalla stazione di Zabaikalsk ho preso subito un bus per Manzouli e mi sono addormentata. Tempo 1km il bus si è fermato e io sono tranquillamente rimasta a bordo, per poi scoprire che bisognava scendere con il proprio bagaglio e comprare il biglietto per uno dei bus della giornata, non necessariamente quello su cui ero salita.
Facile, sono 2 mesi che compro biglietti, che problema potevo mai avere?
Mi sono messa in coda alla cassa, chiusa perchè erano le 6:30 e apriva alle 8:00, con davanti 5 o 6 persone. All'apertura della cassa era il delirio, gente che spintonava, cinesi che scatarravano e ciccione russe che arrivavano dal fondo della fila e come degli arieti si tuffavano a testa bassa nella mischia pestando e sgomitando fino ad arrivare allo sportello. Altre ciccione cercavano di spingerle indietro insultandole e tirandole per i vestiti. Io avevo un piccoletto ciccione che mi ha intrappolata spingendo con il suo pancione contro la mia schiena e aggrappandosi con le mani alla mensola davanti a me, abbracciandomi da dietro, e una cicciona che ogni volta che timidamente allungavo la mano con il passaporto verso lo sportello, me la afferrava e me la lanciava indietro. Ho capito che i turisti russi, conoscendo il delirio, si affidano alle agenzie, rappresentate dalle ciccione, che quindi comprano biglietti a 20 per volta e pretendono di avere la precedenza. Probabilmente hanno garantito ai clienti un posto sui primi bus, pur non avendone certezza.
Mi passavano davanti tutti, ero demoralizzata e molto innervosita, finchè ho realizzato che anche se non sono cicciona di certo non sono piccola, quindi con i nervi a fior di pelle e le unghie piantate nel braccio di quella che voleva scostare la mia mano, ho dato una culata indietro per allontanare il piccoletto ciccione e mi sono messa ad ariete anch'io. Ce l'ho fatta: mentre alle ciccione ormai venivano dati i biglietti per domani, io ho conquistato un biglietto per le 10 del mattino. Complice la cassiera, va detto, perchè non poteva credere che fossi arrivata dall'Italia in mezzo a quel casino e mi ha fatta passare davanti.
A quel punto tutti sapevano che ero sola e italiana e che non parlo né russo né cinese, per cui da quel momento sono stata adottata e guidata per tutto il percorso. Dal piccoletto ciccione in particolare, che non mi ha mai rivolto la parola, ma mi tirava per un braccio per farmi salire e scendere dal bus, per difendermi dai cinesi all'assalto dei turisti e per farmi saltare la fila alla dogana.
Ignara del fatto che il peggio doveva ancora venire, ho attraversato felice le due frontiere (tutto il giochino è durato 5 ore di code e controlli).
Arrivata a Manzouli, che se non fosse per le frontiere sarebbe quasi raggiungibile a piedi dalla stazione di Zabaikalsk, mi sono trovata su Marte. I miei aiuti si sono dileguati in un batter d'occhio e io non ci capivo nulla.
Non ci capisco nulla. Mi sono resa conto di quanto sono impreparata. Per la Russia avevo studiato, ma per la Cina no. Con l'aiuto del dizionario e di una signora gentile sono arrivata alla stazione, dove i cartelli sono in inglese, ma nessuno parla inglese. Quel che è peggio è che non ho trovato nessuno che legga il pinyin, per cui i miei foglietti sono perfettamente inutili. Comunque a gesti e fregandomene della lunga fila di gente che mi urlava dietro perchè facevo perdere tempo, ho capito che sui treni per Pechino non c'è posto, quindi devo andare prima a Haerbin e poi da lì cercare un posto per Pechino.
Sono riuscita a individuare i pittogrammi di Haerbin sul tabellone e a scegliere un treno, ma c'erano solo posti in piedi e il viaggio dura 11 ore. Quindi ho dovuto prendere il biglietto per un altro treno dove erano rimasti solo posti a sedere, niente cuccette, e che ci mette 17 ore. Bella nottata!
Alla stazione non hanno deposito bagagli, per cui nell'attesa del treno ho girato per il paese con i miei 12kg sulle spalle.
Qui le carte di credito sono un oggetto sconosciuto e anche i bancomat. Non trovo i nomi delle vie e anche se li trovassi non li saprei leggere, per cui non ho trovato un cambio e non avevo yen per mangiare.
Uno studente mi ha accompagnata alla Bank of China, dove però non cambiano gli euro! Le commesse facevano come in Russia, dicendo a gesti in malomodo qualcosa come "niet! vada via!"
Dopo lungo girovagare con le spalle a pezzi, mi sono arresa ad accettare il cambio capestro di un albergo, altrimenti non potevo mangiare.
Per fortuna nei bar e nei negozi parlano russo, per cui per mangiare mi sono arrangiata con quello...
Morivo di sonno, non so se per l'ansia, il disagio o la sveglia alle 5, quindi alle 15 sono andata a dormire nella sala d'attesa della stazione, anche se il treno era alle 20, rinunciando a visitare Manzouli. Mi sono svegliata 2 ore dopo con la testa che funzionava meglio, per cui sono tornata a controllare i tabelloni dei treni per cercare un'alternativa.
Mentre aspettavo il mio turno pensando a come fare a chiedere un cambio di biglietto, ho sentito una studentessa che diceva cose per me incomprensibili, ma ho captato la parola Haerbin. Vendeva un posto cuccetta sul treno che volevo io! L'ho preso e lei stessa è andata alla cassa e mi ha fatto rimborsare l'altro biglietto.
Valeva il viaggio: a Minzouly, due backpackers cinesi con cui avevo chiacchierato nel pomeriggio, mentre andavano al loro binario mi hanno vista all'ultimo minuto dall'altra parte della sala d'attesa e scavalcando con la voce le 300 persone che ci separavano mi hanno urlato sbracciandosi "Hei Beijing! Good luck!" con gran sorpresa di tutti i presenti, me compresa che mi sono sbracciata a mia volta, tra le risate generali. NB: ero l'unica occidentale in una sala da 300 persone.
1 commento:
sei il mio mito
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