mercoledì 17 agosto 2011

Addio Russia

Sono arrivata a Hearbin dopo una fantastica dormita in una cuccetta più comoda del mio letto di casa, in scompartimento con tre distintinsignori cinesi che non scaracchiavano, non sputavano e non russavano neppure.
Sono subito andata alla biglietteria, ma sui treni con destinazione Pechino non c'era posto neanche in piedi (ora so come leggere i tabelloni).
Ho girato come una mendicante tra le varie code alle casse cercando qualcuno che parlasse inglese, finchè ho trovato una studentessa che mi ha aiutata. Risultato: treno alle 11 per Pechino, posto in piedi, 10 ore di viaggio. Non c'era più posto neanche per domani e credo che la ricerca di un bus sarebbe troppo difficile.
Ho provato ad andare all'internet center della stazione per fare una prenotazione di un albergo al volo, ma la commessa ha sbuffato facendomi capire che accettavano solo cinesi con passaporto elettronico (qua internet è censurato). Niente da fare anche tramite Matteo da Milano.
Questo significa arrivare a Pechino un giorno prima, alle 21, senza albergo prenotato...
Ho proprio lasciato la Russia, e già la rimpiango. Era tutto facilissimo rispetto a qua e i russi sono stati così inaspettatamente ospitali che già mi manca...

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