giovedì 4 agosto 2011

Viva la natura!




Ce l'ho fatta! Ho passato la giornata nella foresta, anzi, sopra alla foresta.
Ho preso una guida e sono andata nella riserva naturale di Stolby, appena fuori Krasnoyarsk.
Anatoliy, la guida, è un ragazzo molto ben organizzato. Durante l'inverno sia lui sia la moglie sono insegnanti universitari e d'estate lavorano con i turisti stranieri indipendenti, come me. Anatoliy parla un inglese perfetto, per cui anche le spiegazioni sono state molto piacevoli.
La moglie ci ha lasciati all'ingresso del parco, altrimenti raggiungibile solo dopo 7km a piedi, e abbiamo iniziato a salire nella foresta.
L'esordio non è stato dei migliori. Il percorso è iniziato con una grande parete piena di targhe in memoria degli alpinisti morti e saranno stati una cinquantina negli ultimi 30 anni.
Inoltre ho dovuto comprare un spry anti zecche perchè la foresta è piena di zecche che provocano l'encefalite. La stagione in cui sono pericolose termina a fine giugno, ma avevo paura comunque e quindi mi sono organizzata (vi lascio immaginare la scena in farmacia per spiegare in russo che cosa volevo). La guida ha detto che non c'era pericolo, ma lui indossava dei pantaloni anti zecche tipo scafandro!
Tempo 10 minuti di cammino ha iniziato a diluviare, ma non ci siamo scoraggiati e abbiamo proseguito, fiduciosi che il vento che stava soffiando forte ci avrebbe aiutati.
Dopo altri 10 minuti di cammino, troppo tardi per tornare indietro, Anatoliy ha avuto la bella idea di spiegarmi che questo è un anno molto particolare per la riserva perché per la prima volta in 10 anni l'hanno dovuta chiudere per gli orsi che sono raddoppiati e sono diventati aggressivi. È stata riaperta solo 10 giorni fa (...). Ma non dovevo preoccuparmi, perchè gli orsi hanno paura dell'uomo. Però se ne avessimo incontrato uno dovevo stare ferma, non urlare e indietreggiare piano piano, cercando di non spaventarlo, perché sarebbe diventato pericoloso. Lui aveva con se uno spray al pepe che di solito funziona (...)
Quando abbiamo trovato cacca d'orso sul sentiero e una montagna di pigne mangiate non sono stata affatto felice.
Poiché l'orgoglio tira più delle gambe non gli ho chiesto di tornare indietro, ma ci ho seriamente pensato. Poi abbiamo incontrato altra gente e mi sono tranquillizzata.
La giornata alla fine è stata splendida. Abbiamo camminato 5-6 ore, arrampicandoci sugli stolby, delle formazioni rocciose che emergono gigantesche e solitarie dalla foresta. Sono di roccia lavica, lavorata da acqua, ghiaccio e vento nelle forme più fantasiose.
Dopo circa 1 ora ha smesso di piovere e il vento ha spinto tra le rocce questa incredibile nebbia che hanno qui, limitandoci il panorama ma rendendolo comunque affascinante.
Quando è uscito il sole, le rocce si sono asciugate e ci siamo potuti arrampicare anche sulle più difficili, dalle quali la vista era mozza fiato.
La foresta della taiga è densissma, con diverse specie di alberi che generano macchie di verde cangiante, reso anche più spettacolare dall'alternanza di sole e nebbia. Ti senti piccolo piccolo, come in mezzo al mare o nel deserto, ma anche infinitamente libero.
In questa zona si nascondevano i rivoluzionari della prima rivoluzione russa e sullo stolbi più grosso hanno scritto LIBERTÀ a lettere figantesche, su una parete davvero difficile da arrampicare.
Il governo ha poi cercato degli alpinisti disposti a salire a cancellarla, ma con la scusa che era pericoloso si sono tutti rifiutati. Oggi la scritta viene conservata e rifatta periodicamente.
Anatoliy ha portato un ottimo pane ai peperoni fatto da sua moglie, pomodori e cetrioli e così abbiamo pranzato sull'ultimo stolby.

Valeva ilviaggio:Prima di scendere la mia guida ha deciso che ero in grado di fare un'arrampicata un pò più seria e mi ha fatto lasciare lo zaino per infilarmi in una finestra di roccia e salire in alto mani e piedi. Ho portato comunque la macchina fotografica, ma ce la siamo dovuti passare l'un l'altro per un paio di passaggi difficili. Ce l'ho fatta, sono arrivata in cime e sono anche scesa tutta intera!

2 commenti:

ilmatte ha detto...

"l'orgoglio tira più delle gambe" diventerà il mio motto dalla prossima pedalata :-)

martuz ha detto...

;-)