Sono partita ieri mattina e dopo un giorno e una notte in treno sono arrivata a Irkutsk.
L'arrivo all'alba nelle citta' e' sempre un po' traumatico. La sera prima guardo dove devo andare e cosa devo fare all'arrivo. Ma poi arrivo alle 5 del mattino, morta di sonno e con il buio e devo gestirmi i miei 10 minuti di scoramento. Di solito mi siedo in un bar, prendo un gran caffe' caldo, mi rilasso, mi schiarisco le idee e cerco di capire da parte andare.
Ma stamattina avevo fretta perche' sapevo che mi aspettavano almeno altre 7 ore di viaggio, ma non sapevo bene con quali mezzi e non ero certa di trovare posto per dormire al mio arrivo.
Per cominciare, poiche' il treno per Pechino passa dalla mia ultima tappa solo il 10 e il 17 agosto e non saro' a portata di stazione ferroviara per un po', ho deciso di comprare subito il biglietto per il 17, in modo da essere sicura di trovare posto. Sono andata alla cassa e mi hanno detto che dovevo andare alla stazione accanto. Sono andata alla stazione accanto e mi hanno detto che dovevo andare alla prima cassa. e io ero bloccata nel mezzo. ci ho messo un bel po' a capire che le stazioni erano 3 e che entrambe le cassiere mi stavano mandando alla stazione numero 2 che era nel mezzo, chiusa e buia per cui non la vedevo.
Purtroppo apriva troppo tardi e temevo di non trovare piu' mezzi per raggiungere il lago Baikal, cosi' mi sono avviata senza biglietto.
Sono salita su un tram diretto verso il centro e ho chiesto alla konduktora se sapeva dove era la mashrutka per Olkhon Island: mi ha risposto di no, ma che mi avrebbe fatta scendere al central market e li' avrei trovato informazioni. Dopo 30 min di tram mi ha affidata a un ragazzo russo stile saccopelista: zaino in spalla, bandana in testa e zatteroni ai piedi, che mi ha detto che andava dalla mia parte.
Con lui abbiamo trovato la mashrutka, che parte solo quando e' piena, per cui siamo andati insieme a fare colazione e a fare la spesa per il pranzo.
Inutile dire che il minibus si e' riempito con 12 donne e 2 uomini. Il mio accompagnatore e' sceso una cinquantina di km prima di me, affidandomi a una ragazza che era sul bus con noi e che parlava inglese.
Il viaggio e' durato circa 5 ore di strada non asfaltata e fangosa, per cui tra una buca e l'altra ci siamo impantanati piu' volte. Le valige erano sul tetto sotto la pioggia, per cui per l'ennesima volta ho ringraziato il fatto di avere tutto impacchettato in sacchetti da frigo.
Io ero seduta schiena contro schiena con l'autista e quindi guardavo indietro, mentre tutte le altre guardavano avanti e quindi me. Appena mi sono appisolata le 11 donne mi hanno urlato contro, svegliandomi di soprassalto convinta che stesse succedendo qualcosa di terribile. Invece mi stavano indicando la prima vista del lago. Ho preso la macchina fotografica, e mentre inquadravo il lago, il bus si e' riempito di Oooooh di delusione: non ho fatto in tempo a scattare perche' siamo entrati tra gli alberi. E' seguito un coro di Wait! Wait! a significare che l'avrei fatta dopo e via cosi' per tutto il viaggio.
Vera, la ragazza a cui ero stata affidata, ha lasciato scendere la sua famiglia a casa e mi ha accompagnata fino al traghetto, dove mi ha affidata all'autista del bus che, caricato sul traghetto, doveva portarmi al villaggio di destinazione.
Altre 2 ore di fango e siamo arrivati. in tutto: 45 min di bus cittadino, 17 ore di treno, 45min di tram, 1ora a piedi, 5h di mashrutka, 1h di traghetto, 2h di bus piu' le attese.
E sono arrivata in capo al mondo, al lago piu' grande del mondo. il lago Baikal e' grande circa quanto l'Italia e l'isola di Olkhon probabilmente quanto la Sardegna.
Qui e' una specie di comune: le camere sono tutte condivise. I gabinetti sono gia' da diverse centinaia di km solo dei buchi per terra chiusi da una capanna di legno in giardino. Per fare la doccia devo camminare 200m nel fango, ma fuori dalla stanza ho un lavandino con un bidone per l'acqua per lavarmi. Si mangiano solo prodotti dell'agricoltura locale o prevalentemente pesce del lago.
Mi sono sistemata e sono uscita a vedere il villaggio, sotto la pioggia. Mi sono fermata a guardare un baracchino del pesce e una coppia russa mi ha subito detto di prenderne uno e di sedermi a mangiarlo con loro. Risultato: domani li aiuto con una traduzione per dei turisti. Loro traducono dal russo all'inglese e io per quanto posso glielo correggo. Mentre ero li' con loro e' arrivato a bere con noi un italiano, Andrea, che e' qui a pescare da 4 giorni. Stasera cena tutti insieme alla guest house biologica!
Ora sto scrivendo dall'internet caffe' del villaggio, dove il caffe' non c'e' e internet va a manovell, in 2 pc in una roulotte gestita da 2 gemelli dodicenni. niente cellulari. Qua la luce elettrica e' arrivata solo 5 anni fa.
Ho preso la stanza per 3 notti, ma il tempo e' terribile, accidenti!!
Valeva il viaggio: il panorama lungo tutto il tragitto. dai boschi e i villaggi del treno di ieri, alle valli circostanti il lago oggi. fino all'arrivo delle nuvole e' stato spettacolare.
L'arrivo all'alba nelle citta' e' sempre un po' traumatico. La sera prima guardo dove devo andare e cosa devo fare all'arrivo. Ma poi arrivo alle 5 del mattino, morta di sonno e con il buio e devo gestirmi i miei 10 minuti di scoramento. Di solito mi siedo in un bar, prendo un gran caffe' caldo, mi rilasso, mi schiarisco le idee e cerco di capire da parte andare.
Ma stamattina avevo fretta perche' sapevo che mi aspettavano almeno altre 7 ore di viaggio, ma non sapevo bene con quali mezzi e non ero certa di trovare posto per dormire al mio arrivo.
Per cominciare, poiche' il treno per Pechino passa dalla mia ultima tappa solo il 10 e il 17 agosto e non saro' a portata di stazione ferroviara per un po', ho deciso di comprare subito il biglietto per il 17, in modo da essere sicura di trovare posto. Sono andata alla cassa e mi hanno detto che dovevo andare alla stazione accanto. Sono andata alla stazione accanto e mi hanno detto che dovevo andare alla prima cassa. e io ero bloccata nel mezzo. ci ho messo un bel po' a capire che le stazioni erano 3 e che entrambe le cassiere mi stavano mandando alla stazione numero 2 che era nel mezzo, chiusa e buia per cui non la vedevo.
Purtroppo apriva troppo tardi e temevo di non trovare piu' mezzi per raggiungere il lago Baikal, cosi' mi sono avviata senza biglietto.
Sono salita su un tram diretto verso il centro e ho chiesto alla konduktora se sapeva dove era la mashrutka per Olkhon Island: mi ha risposto di no, ma che mi avrebbe fatta scendere al central market e li' avrei trovato informazioni. Dopo 30 min di tram mi ha affidata a un ragazzo russo stile saccopelista: zaino in spalla, bandana in testa e zatteroni ai piedi, che mi ha detto che andava dalla mia parte.
Con lui abbiamo trovato la mashrutka, che parte solo quando e' piena, per cui siamo andati insieme a fare colazione e a fare la spesa per il pranzo.
Inutile dire che il minibus si e' riempito con 12 donne e 2 uomini. Il mio accompagnatore e' sceso una cinquantina di km prima di me, affidandomi a una ragazza che era sul bus con noi e che parlava inglese.
Il viaggio e' durato circa 5 ore di strada non asfaltata e fangosa, per cui tra una buca e l'altra ci siamo impantanati piu' volte. Le valige erano sul tetto sotto la pioggia, per cui per l'ennesima volta ho ringraziato il fatto di avere tutto impacchettato in sacchetti da frigo.
Io ero seduta schiena contro schiena con l'autista e quindi guardavo indietro, mentre tutte le altre guardavano avanti e quindi me. Appena mi sono appisolata le 11 donne mi hanno urlato contro, svegliandomi di soprassalto convinta che stesse succedendo qualcosa di terribile. Invece mi stavano indicando la prima vista del lago. Ho preso la macchina fotografica, e mentre inquadravo il lago, il bus si e' riempito di Oooooh di delusione: non ho fatto in tempo a scattare perche' siamo entrati tra gli alberi. E' seguito un coro di Wait! Wait! a significare che l'avrei fatta dopo e via cosi' per tutto il viaggio.
Vera, la ragazza a cui ero stata affidata, ha lasciato scendere la sua famiglia a casa e mi ha accompagnata fino al traghetto, dove mi ha affidata all'autista del bus che, caricato sul traghetto, doveva portarmi al villaggio di destinazione.
Altre 2 ore di fango e siamo arrivati. in tutto: 45 min di bus cittadino, 17 ore di treno, 45min di tram, 1ora a piedi, 5h di mashrutka, 1h di traghetto, 2h di bus piu' le attese.
E sono arrivata in capo al mondo, al lago piu' grande del mondo. il lago Baikal e' grande circa quanto l'Italia e l'isola di Olkhon probabilmente quanto la Sardegna.
Qui e' una specie di comune: le camere sono tutte condivise. I gabinetti sono gia' da diverse centinaia di km solo dei buchi per terra chiusi da una capanna di legno in giardino. Per fare la doccia devo camminare 200m nel fango, ma fuori dalla stanza ho un lavandino con un bidone per l'acqua per lavarmi. Si mangiano solo prodotti dell'agricoltura locale o prevalentemente pesce del lago.
Mi sono sistemata e sono uscita a vedere il villaggio, sotto la pioggia. Mi sono fermata a guardare un baracchino del pesce e una coppia russa mi ha subito detto di prenderne uno e di sedermi a mangiarlo con loro. Risultato: domani li aiuto con una traduzione per dei turisti. Loro traducono dal russo all'inglese e io per quanto posso glielo correggo. Mentre ero li' con loro e' arrivato a bere con noi un italiano, Andrea, che e' qui a pescare da 4 giorni. Stasera cena tutti insieme alla guest house biologica!
Ora sto scrivendo dall'internet caffe' del villaggio, dove il caffe' non c'e' e internet va a manovell, in 2 pc in una roulotte gestita da 2 gemelli dodicenni. niente cellulari. Qua la luce elettrica e' arrivata solo 5 anni fa.
Ho preso la stanza per 3 notti, ma il tempo e' terribile, accidenti!!
Valeva il viaggio: il panorama lungo tutto il tragitto. dai boschi e i villaggi del treno di ieri, alle valli circostanti il lago oggi. fino all'arrivo delle nuvole e' stato spettacolare.
2 commenti:
Ciao, ne hai percorsa di strada! quante ore avanti sei ormai rispetto a qui, Milano, Italia? Davvero, non scherzavo, potresti trasformare il tuo blog in un racconto di viaggio, tutto sommato pur in un mondo globalizzato il tuo viaggio da sola Mosca Pechino non è affatto banale, pensaci seriamente. Ho visto le foto, belle le cabine di terza classe del treno! Speriamo che ti possa riposare durante il tuo soggiorno al lago Baikal, che il tempo migliori e che tu riesca a trovare un po di compagnia. Forza Martina! Baci
sono basito.
e quella dei due gemelli dodicenni è fantastica. se lo sapesse stefano benni li metterebbe in un suo libro.
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