martedì 4 agosto 2020

Addapassà 4 - il possibile




Prima sembrava impossibile, durante volevo morire, ma una volta arrivati in cima diventa possibile e viene da dire: mah, in fondo cosa sarà mai!
Oggi i primi km sono stati tra il 10 e il 15%, incredibile, non lo pensavamo neppure noi facendoli, lo abbiamo scoperto dopo dagli strumenti di bordo (telefoni e garmin). Nei 15km di salita all'Aprica abbiamo spinto solo su qualche tornante impossibile, qualche centinaio di metri in tutto.
Dopo quello, la salita al 5% è stata una passeggiata.
Non soddisfatti di essere arrivati a 1.181m siamo saliti a mangiare in baita a 1.240, ma ne valeva la pena. Tranquillizzati dall'imminente discesa (io terrorizzata, in realtà), ci siamo abbuffati come non ci fosse un domani. La ristoratrice ci ha visti satolli e infreddoliti per cui ci ha offerto una tisana di erba Iva, amarissima. Solo dopo che l'avevamo bevuta ci ha detto che era mooolto mooolto digestiva! Siamo partiti più leggeri... moolto moolto più leggeri.
Primi 300m di discesa, io con il male alle braccia dalla pendenza e dalla paura. Giuseppe si ferma di botto: ha bucato!!
Ovviamente la ruota dietro, più noiosa e complicata da smontare. E ovviamente non in paese, lasciato indietro 1km, ma nel nulla in discesa.

 Giuseppe è stato un drago, con molta pazienza ha smontato e rimontato tutto (più volte :-) ), poi siamo risaliti in paese per ripulirci dal grasso delle catene e far dare una controllata alla bici, aggiungendo un altro chilometro di salita.
Sarà che per il Covid i turisti sono pochissimi, ma qua sono tutti particolarmente gentili e disponibili. Il meccanico ha controllato e gonfiato la gomma e ci ha fatti lavare sul retro con la pasta sgrassante.
Quindi discesa e poi discesa e poi discesa. Divertentissimissima! Alla fine l'avrei rifatta, quasi non frenavo più, piegavo in curva e puntavo a raggiungere Giuseppe. Invano lui correva davvero, io facevo solo finta. Gasati dalla discesa e dal riposo abbiamo deciso di proseguire e poi ancora e poi ancora e siamo arrivati a Grosotto, aggiungendo 30km di salita e altri 200m di dislivello. La tappa di domani sarebbe stata Grosio a 2km da qui. Quindi abbiamo fatto 2 tappe in una nel giorno che credevamo più faticoso. Se fosse stato per Giuseppe saremmo arrivati a Bormio ma io no avrei fatto una sola pedalata in più.
La ciclabile dell'Oglio ha vinto il premio della più bella ciclabile d'Europa (ma non sappiamo se il premio era assegnato da 4 amici al bar o da un'organizzazione significativa), ma anche quella della Valtellina merita. Si parte da un lato dell'Adda e si passa all'altro, dopo qualche chilometro si ripassa di qua e poi di nuovo di là. Addapassà, appunto. È tutta così. La strada delle auto (particolarmente brutta in questa zona) non si vede e non si sente e si pedala quasi sempre lungo il fiume, tra alberi frutteti e, ovviamente, campi di mais.

Valeva il viaggio: la soddisfazione di essere arrivati in cima con il sorriso

Partenza: Edolo
Arrivo: Grosotto
Km percorsi: 46,8
Dislivello: 500m Aprica poi altri 200m
Salite: 820m

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