sabato 26 agosto 2017

giungla 2

Il rientro dalla giungla è stato inizilamente più interessante dell'andata.
Abbiamo bevuto dall'albero dell'acqua: basta tagliare un ramo e l'acqua cola fuori goccia goccia.
Abbiamo estratto cera dall'albero della cera: si intaglia orizzontalmente il tronco, si dà fuoco al taglio e la cera comincia a colare fuori come sangue da una cicatrice.
Abbiamo incontrato dei bufali.
La seconda parte è stata un incubo. Niente più guadi, abbiamo camminato per un'ora e mezza sprofondando nella melma fin sopra alle caviglie. Non ne potevo più!
Finalmente arrivati alla baracca della guida ci siamo fermati all'asciutto per il pranzo.
Giuseppe e io ci siamo guardati e avevamo entrambi i pantaloni macchiati di sangue.
Accidenti a noi, abbiamo preso le zecche!!
Si erano staccate da sole, per fortuna, ma le punture continuavano a sanguinare anche la sera in albergo.
Ci siamo medicati e messi la pomata al cortisone e stamattina erano già pulite.
A quel punto eravamo stanchissimi e un pò di malumore, per cui non ci siamo goduti la visita al villaggio (altro fango baracche e spazzatura) nè al cimitero tampuon, per lo meno io.

Valeva il viaggio: certamente non le zecche

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