Mi sono riappacificata con la Cina, Pechino mi sembra bellissima! Premesso che non mi sono ancora allontanata dal centro, qui è tutto ampi spazi, viali alberati e tanto cielo, alternati a vicoletti piccoli piccoli tipo centro di Genova.
Mi sono concessa il lusso di una camera privata con bagno, approfittando con gioia del fatto che in ostello non ci fosse posto in camerata. È la prima vera camera d'albergo da quando ho lasciato Tomsk il 2 agosto.
Giornata iniziata tardi e trascorsa interamente alla Citta' Proibita, che e' esattamente come nel film di Bertolucci. Un mondo a parte, in cui chi stava dentro sapeva poco di quello che succedeva fuori e chi stava fuori non sapeva nulla di quello che succedeva dentro. Gli imperatori erano dei geni del marketing new age, mi sono segnata i nomi di alcune sale perche' li ho trovati geniali. Li riporto come promemoria: Sala dell'Armonia Perfetta, Sala dell'Armonia Suprema, Sala dell'Armonia protetta, Sala della consolazione (quella della prima notte di nozze dell'imperatrice), Sala dell'accumulo dell'eccellenza (per l'imperatrice e le concubine!), Palazzo del risveglio della Fortuna, Sala dell'armonia dell'Universo, Veranda della neve screziata di porpora, Sala dell'eterna primavera, Sala della felicità intensa etc etc...
Al rientro mi sono trovata dalla parte sbagliata di piazza TianAnMen rispetto all'albergo e sono rimasta bloccata dalla massa di gente che aspettava l'ammaina bandiera. A un certo punto i soldati si sono schierati per trattenere la folla e due camionette della polizia sono venute verso di noi intimando qualcosa con il megafono. Confesso che pensando ai trascorsi della piazza mi ha fatto un brutto effetto.
Serata terminata bevendo birra e tea con 3 ragazze cinesi conosciute in piazza. Mi hanno tempestata di domande del tipo quanti uomini ho avuto, che reggiseno porto e se prendo il sole in topless e hanno voluto controllare se avevo il segno del costume! Le loro famiglie le obbligherebbero (in teoria) ad aspettare il matrimonio, ma hanno appena finito l'università e hanno davanti 7 anni di master, per cui l'attesa sembra loro troppo lunga...
Valeva il viaggio: andare con le ragazze in un locale cinese che altrimenti non avrei mai visto. È il loro concetto di bar o sala da te. Da fuori si vede un corridoio con tante porte, senza insegna. Ogni porta è una saletta con una tavola apparecchiata per il tea, con tanti barattoli diversi da cui scegliere. A parte che ero a disagio quando hanno chiuso la porta, l'ho trovato carino.
Mi sono concessa il lusso di una camera privata con bagno, approfittando con gioia del fatto che in ostello non ci fosse posto in camerata. È la prima vera camera d'albergo da quando ho lasciato Tomsk il 2 agosto.
Giornata iniziata tardi e trascorsa interamente alla Citta' Proibita, che e' esattamente come nel film di Bertolucci. Un mondo a parte, in cui chi stava dentro sapeva poco di quello che succedeva fuori e chi stava fuori non sapeva nulla di quello che succedeva dentro. Gli imperatori erano dei geni del marketing new age, mi sono segnata i nomi di alcune sale perche' li ho trovati geniali. Li riporto come promemoria: Sala dell'Armonia Perfetta, Sala dell'Armonia Suprema, Sala dell'Armonia protetta, Sala della consolazione (quella della prima notte di nozze dell'imperatrice), Sala dell'accumulo dell'eccellenza (per l'imperatrice e le concubine!), Palazzo del risveglio della Fortuna, Sala dell'armonia dell'Universo, Veranda della neve screziata di porpora, Sala dell'eterna primavera, Sala della felicità intensa etc etc...
Al rientro mi sono trovata dalla parte sbagliata di piazza TianAnMen rispetto all'albergo e sono rimasta bloccata dalla massa di gente che aspettava l'ammaina bandiera. A un certo punto i soldati si sono schierati per trattenere la folla e due camionette della polizia sono venute verso di noi intimando qualcosa con il megafono. Confesso che pensando ai trascorsi della piazza mi ha fatto un brutto effetto.
Serata terminata bevendo birra e tea con 3 ragazze cinesi conosciute in piazza. Mi hanno tempestata di domande del tipo quanti uomini ho avuto, che reggiseno porto e se prendo il sole in topless e hanno voluto controllare se avevo il segno del costume! Le loro famiglie le obbligherebbero (in teoria) ad aspettare il matrimonio, ma hanno appena finito l'università e hanno davanti 7 anni di master, per cui l'attesa sembra loro troppo lunga...
Valeva il viaggio: andare con le ragazze in un locale cinese che altrimenti non avrei mai visto. È il loro concetto di bar o sala da te. Da fuori si vede un corridoio con tante porte, senza insegna. Ogni porta è una saletta con una tavola apparecchiata per il tea, con tanti barattoli diversi da cui scegliere. A parte che ero a disagio quando hanno chiuso la porta, l'ho trovato carino.
2 commenti:
incredibile c'è l'hai fatta!!! fantastico
Si brava Martina, hai portato (quasi: quando torni?) a termine una bella avventura! Ma possiamo lasciare i lettori senza risposte alle domande delle ragazze cinesi? Ciao Paolo
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