lunedì 18 luglio 2011

L'arrivo a San Pietroburgo

dopo una serata sulla nave trascorsa tra ballerine di cabaret, ricchi russi dotati di orologi d'oro e di bellissime ragazze molto fasciate in abitini a fiori e molto molto taccate, siamo arrivati a San Pietroburgo.
Paolo Riccardo Ermanno detto Pasticcino molto gentilmente ha portato il mio pesantissimo zaino, ma purtroppo per lui la scala mobile della metropolitana si è bloccata a metà e è dovuto salire a piedi. Era lunghissima e siamo arrivati in cima sfatti dal caldo e dalla fatica, lui in particolare. Sbucati alla fermata che credevamo essere vicina a casa, abbiamo capito che a San Pietroburgo c'erano 31 gradi e che le distanze erano decisamente superiori alle nostre aspettative. Passo passo sotto il solleone (in Russia!) e sotto ai nostri pesanti zaini siamo strisciati per un altro paio di km per arrivare a casa, puntuali.
Il tempo di capire come si aprivano i divani letto e Paolo Riccardo Ermanno detto Pasticcino è crollato addormentato, stremato e dolorante.
Abbiamo trascorso un pomeriggio tranquillo, con un primo giro sulla Nevskyi Prospekt, che qui è il cuore della cittá storica, del traffico, della vita notturna e della cultura. Ci sono turisti che passano 4 giorni solo qui!

San Pietroburgo è splendida. È una ricca alternanza di canali, palazzi settecenteschi, cupole dorate e cattedrali caramellate e variopinte. Molto affascinante. Ovunque ti volti c'è qualcosa che attrae la tua attenzione.


Valeva il viaggio: la lunga coda di devoti alla Kazan Cathedral, tutti in fila per un voto e un omaggio.

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